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Capo Gallo

Capo Gallo - Isola delle Femmine
cartina del Capo Gallo - Isola delle Femmine clicca l'immagine per ingrandirla in un'altra pagina
clicca l'immagine per ingrandirla

Dati Amministrativi

Tipologia: Area Marina Protetta
Regioni: Sicilia
Province: Palermo
Dimensioni: totale superficie 2.173 ha per 16.024 m di linea di costa (zona A 77 ha per 2.246 m di linea di costa, zona B 242 ha per 4.487 m di linea di costa, zona C 1.854 ha per 9.291 m di linea di costa).
Istituzione: L. n. 394/91; D.M. 24/07/02
Ente Gestore: gestita provvisoriamente dalla Capitaneria di Porto di Palermo - Via F. Crispi 135 - 90139 Palermo - Tel. 091/6043111 - Fax 091/325519; la gestione definitiva dell'Area Marina Protetta "Capo Gallo-Isola delle Femmine" sarà affidata, ai sensi dell' art. 2, comma 37, della legge 9 dicembre 1998 n. 426 , ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste anche consorziati tra loro.
Comuni interessati: Comune di Palermo - Palazzo delle Aquile, P.zza Pretoria, 1 - 90133 Palermo - Tel. 091/7402239 - Fax 091/7402275; Comune di Isola delle Femmine - Largo C. Colombo, 1 - 90040 Isola delle Femmine (PA) - Tel. 091/8677693 - Fax 091/8677098
Capitaneria di Porto competente : Via F. Crispi, 153 - 90139 Palermo - Tel. 091/6043111 - Fax 091/325519
Servizi medici: Ospedale Policlinico di Palermo - Tel. 091/6552700
Carta nautica di riferimento: n. 16 scala 1:100.000; n. 256 scala 1:30.000 (parziale)
E-mail:
Sito:


Come Arrivarci
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In auto: da Palermo con l'autostrada A29 in direzione Trapani, con uscita dopo circa 8 km allo svincolo Isola delle Femmine (in alternativa si segue la SS n. 113). Da Messina, per raggiungere Palermo, si segue l'autostrada A20 fino a S. Agata Militello, poi la SS n. 113 in direzione Palermo fino a Cefalù e quindi la A19.
In bus: si può utilizzare l'autolinea Cuffaro o Camilleri da Agrigento, l'autolinea SAIS Trasporti da Caltanissetta, Catania, Enna, Firenze, Messina e Napoli, oppure l'autolinea AST da Ragusa.
In treno: scendere alla stazione di Palermo, linee Torino-Palermo, Roma-Palermo, Palermo-Messina.
In traghetto: utilizzando la Compagnia Grimaldi da Genova e Livorno, la Tirrenia da Cagliari e Napoli e la SNAV da Napoli.
In aereo : aeroporto Falcone-Borsellino raggiungibile dalla stazione centrale di Palermo con l'autolinea Pristia e Comandè o con il treno Trinacria Express.




La Fruizione del Parco
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L'area marina protetta, istituita nel 2002, è gestita provvisoriamente dalla Capitaneria di Porto di Palermo che rilascia le eventuali autorizzazioni per la fruizione dell'area. Quest'ultima è regolamentata secondo una suddivisione in zone a differente grado di tutela e protezione ambientale (Zona A, B e C). Per informazioni più dettagliate sulle attività consentite in ciascuna zona si rimanda al provvedimento istitutivo dell'area marina protetta riportato nel sito www.minambiente.it .
L'Isola delle Femmine e il Promontorio di Capo Gallo sono tutelate da due riserve naturali istituite dalla Regione Sicilia.

Itinerari: per quello che riguarda gli itinerari a mare si consigliano le immersioni di Orlo della Varia, che offre una parete che inizia a 25 m di profondità con ottima visibilità, di Secca Palidda, una secca posta a un minimo di 16 m di profondità con la presenza di gorgonie rosse e infine di La Varcazza, che offre un'immersione su fondali sabbiosi misti a massi a partire da 18 m di profondità.

E' possibile ormeggiare con imbarcazioni da diporto all'interno dell'Area Marina Protetta grazie all'istituzione di campi boe dedicati. Inoltre, sono stati collocati ulteriori campi boe dedicati all'ormeggio esclusivo dei mezi dei diving center. E' disponibile, a cura della Capitaneria di Porto di Palermo, la planimetria dei campi boe dell'Area Marina Protetta Capo Gallo (documento word). (Dati forniti dall'ente gestore dell'Area Marina Protetta, 2005)

Nella presente scheda non sono riportati i dati relativi all'accessibilità e alla fruibilità delle strutture e dei servizi in quanto l'area è di recente istituzione.




L'Ambiente del Parco
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Posidonia  clicca la foto per ingrandirla in un'altra pagina
Posidonia

Il paesaggio e la natura: le rocce dolomitiche di Monte Capo Gallo, che chiude a nord la Piana di Palermo, precipitano a mare con aspre falesie e grotte sottomarine come Grotta della Marinella e Grotta Impisu con resti fossili. La piccola Isola delle Femmine, localizzata nel Golfo di Carini, è caratterizzata dalla sorprendente varietà di habitat che ha permesso la conservazione di un patrimonio floristico di circa 144 specie. La copertura vegetazionale è prevalentemente a gariga con arbusti di lentisco e barbosa che occupano la parte centrale dell'isola. La vegetazione della fascia costiera comprende piante resistenti alla salsedine tra cui il finestrino delle scogliere e la salicornia. Tra le componenti erbacee spiccano con i loro colori delicati l'asfodelo, il gladiolo dei campi e la speronella. L'Isola delle Femmine offre rifugio ad una colonia di gabbiani reali che risulta tra le più importanti del Mar Tirreno; sull'isola inoltre sostano il cormorano, l'airone cenerino, il martin pescatore e la garzetta.

L'ambiente marino: nonostante le pessime condizioni ambientali del Golfo di Palermo, i fondali antistanti il promontorio di Monte Capo Gallo sono ricchi di vita, con una vasta prateria di posidonia. Interessanti anche i fondali che circondano l'Isola delle Femmine con diversi organismi legati agli ambienti sabbiosi, come la rara pinna comune (Pinna nobilis), imponente mollusco bivalve minacciato di estinzione. Anfratti e pareti rocciose offrono invece dimora a numerosi invertebrati, mentre polpi, nudibranchi, ricci, cavallucci marini e stelle di mare popolano i bassi fondali. Madrepore, attinie e molluschi danno luce con i loro colori anche ai fondali più profondi. Rigogliose gorgonie rosse si dipartono dalle rocce che formano la parete, tra i 35 e i 42 m di profondità, della Secca Palidda, ricca di anfratti e fenditure scelte come dimora da maestose cernie e timide aragoste. Anche la flora subacquea dell'isola è caratterizzata da elementi di spicco, con oltre cento specie di alghe tra cui la Cystoseira mediterranea, la rosa di mare e la coda di pavone. Infine, la presenza di plancton e di correnti marine attira pesci pelagici come le ricciole, i palamiti e i pesci luna. Lungo la fascia costiera si sviluppa il "marciapiede a Vermetidi", molluschi che costruiscono queste peculiari formazioni di alto valore naturalistico ed ambientale, presenti in Italia solo nella Sicilia settentrionale.


Beni Culturali
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Dettaglio della Torre sull'Isola delle Femmine  clicca la foto per ingrandirla in un'altra pagina
Dettaglio della Torre sull'Isola delle Femmine

L'Isola delle Femmine, di fronte all'omonimo comune, piccolo centro marinaro, è denomina anche Isola di Fuori. Questa piccola isola ha sempre attratto l'interesse dell'uomo. La torre, ormai in gran parte diroccata, costruita in prossimità del punto più alto dell'isola (35 m s.l.m.) risale al XVI secolo: ha pianta quadrata, con spessori murari di oltre 2 m ed era una fortezza inserita nel sistema difensivo delle torri costiere contro gli attacchi dei pirati alla terraferma. Diverse leggende hanno subito il fascino esercitato dalla torre che sovrasta l'isola. Quella più conosciuta considera la torre come prigione per sole donne: si racconta infatti di una piccola comunità di donne turche che sarebbero vissute in esilio nella torre da esse stesse costruita. Una testimonianza di Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Traiano, considera l'isola residenza di fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia. Altra presunta origine trova nel nome latino "Fimis" la traduzione dell'arabo "fim" che indicherebbe la bocca, il canale che separa l'isola dalla costa. Secondo altri autori il nome dell'isola deriverebbe da "Insula Fimi" in riferimento ad Eufemio, governatore bizantino della Sicilia. L'Isola delle Femmine è stata considerata sin dall'antichità e per tradizione un luogo da impiegare a scopo economico e difensivo grazie alla sua posizione e conformazione. Risalgono al periodo ellenistico i resti di sette vasche in cocciopesto per la preparazione del garum, una ricercata salsa di pesce, commerciata nel Mediterraneo: la traccia di uno stabilimento per la lavorazione del pesce rende il luogo importante dal punto di vista archeologico. Il ritrovamento nel mare antistante di ceppi di ancore in piombo e di resti di anfore puniche e romane, accresce il valore del sito. Dato che il terreno, per la particolare configurazione del suolo, non era particolarmente adatto alla coltivazione, l'unico mezzo di sostentamento per gli abitanti della zona era la pesca. Non distante in quelle acque vi era stagionalmente il passaggio dei tonni e ben presto i pescatori della vicina Capaci, che venivano a pescare sull'isola dove tenevano le barche, si organizzarono per la pesca del tonno. Più tardi, in data imprecisata, fu costruito un edificio adibito a tonnara, donato nel 1176 da Guglielmo il Buono all'abate Teobaldo, pio Vescovo di Monreale. Intorno al 1400 sorse una chiesetta adiacente alla tonnara per il culto dei pescatori.


Artigianato e Prodotti Tipici
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Oggi il turismo non è l'unica attività economica dell'area: fabbriche di arredamento, produzione di ceramiche (presso la cittadina di Isola delle Femmine ha sede lo stabilimento La Musa, noto per le belle ceramiche artistiche) e di imbarcazioni tipiche impegnano ugualmente gli isolani. Il pesce è il protagonista culinario della zona e ad esso viene dedicata persino una sagra, nel cuore dell'estate, durante la quale enormi quantità di pesce grigliato vengono offerte ai visitatori convenuti da ogni parte.


Informazioni Turistiche
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• Azienda di Promozione Turistica di Palermo - Tel. 091/6058111


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